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SINFLEX®
IL FILO DI LUCE NELLE NUOVE COLLEZIONI DI LUCA LOVERO di
Marialuisa Pacchioni - foto di Pier Giorgio Bassoli Un
sottile, leggero, brillantissimo filo, che evoca lusso ed eleganza. Che qualifica
le creazioni più esclusive e dona carattere al vestire di oggi. Questo “magico
ingrediente” che regala luce e colore allo stile contemporaneo è il Lamé Sinflex®.
La Filati Sinflex® di Biella acquisisce il metallo plastico e lo applica a materie
prime diverse, dalla lana alla seta, dal cashmere al Tactel. Filati Sinflex® è
un’impresa dalla lunga tradizione, che opera nel distretto biellese, caratterizzato
da una forte e radicata vocazione alla produzione tessile di qualità. L’azienda
si è specializzata nel corso del tempo in questa produzione di nicchia, che richiede
una perizia molto particolare, essendo una lavorazione effettuata da pochissime
aziende in Italia. «Siamo orgogliosi di proporre ai nostri clienti una collezione
completamente rinnovata » spiega il direttore commerciale Luca Lovero, che si
occupa attivamente del rapporto con i clienti e dello studio del prodotto.
 | | La
copertina della rivista MADE IN BIELLA, num. 52, settembre 2005, da cui è
tratta questa pagina. In copertina Luca Lovero, direttore commerciale di Lamé
Sinflex® |
«La
nostra cartella propone oltre 400 colori: 188 sono stati studiati
appositamente per le tessiture, gli
altri per le lavorazioni adatte alle maglierie». In effetti la
proposta cromatica della nuova
collezione firmata “Luca Lovero Collection” è straordinaria. Il
filato di lamé assume tinte inedite e accattivanti.
Si trasforma in un materiale versatile, adatto ad accostarsi ai
filati più tradizionali come a quelli più alternativi. Ideale
anche per dare “luce” e brillantezza ai tessuti che strizzano
l’occhio al fashion e alla più ricercata modernità. I clienti
della Sinflex® sono per la maggior parte italiani, quando si tratta
di prodotti destinati a tessiture e maglierie, mentre per il settore
aguglieria i migliori riscontri arrivano da Stati Uniti e Giappone.
«Diamo al nostro cliente l’opportunità di scegliere la migliore
soluzione, sempre in linea con le tendenze del gusto» spiega ancora
Lovero. «Lo facciamo riservando ad ognuno idee diverse e innovative,
con creatività. È questo rapporto esclusivo con il cliente che
ci qualifica e ci distingue. Esistono altri produttori che realizzano
filati metallo plastici: noi vogliamo essere il punto di riferimento
per chi cerca un prodotto di alta qualità e fantasia italiano.
Il marchio Sinflex® è registrato e permette di individuare con
certezza il lamé italiano. Da non confondere con il Lurex, che
è invece il prodotto metalloplastico realizzato in Francia. Esiste
anche il lamé di importazione cinese – prosegue l’imprenditore
non nascondendo la sua riserva nei confronti della qualità manifatturiera
di questa zona del mondo – ma è un prodotto che non viene sottoposto
ai necessari controlli nel Paese di produzione. E spesso non sono
rispettati i parametri di qualità e sicurezza previsti dall’Unione
Europea». Sono le tinture infatti, se non adeguatamente testate,
a creare problemi di salute al contatto con la pelle, con il rischio,
non remoto, di reazioni allergiche. «La lavorazione realizzata
in Italia impone costi più elevati, con conseguente ripercussione
sul prezzo del materiale finale. Noi sottoponiamo ai più stretti
controlli di qualità ogni passaggio della lavorazione. I concorrenti
cinesi servono comunque una fascia di mercato bassa e banale.
Noi tralasciamo appositamente questo target e ci rivolgiamo a
un settore medio alto, fino a realizzare collezioni esclusive
per alcuni selezionatissimi clienti che, in questo modo, con le
loro collezioni si distinguono l’uno dall’altro». Il problema
della minaccia cinese è affrontato da Lovero con grande lucidità
e determinazione. «Inutile aumentare dazi e protezioni» commenta.
«Chi cerca il prodotto dalla qualità garantita si serve in Italia
e continuerà a farlo, anche spendendo qualcosa di più. La lotta
contro la Cina deve essere fatta quotidianamente, appellandoci
all’orgoglio di essere italiani. E
poi, oggettivamente, in questo settore in particolare, i prodotti
cinesi non presentano caratteristiche paragonabili a quelle dei
nostri. Oltretutto le collezioni arrivano “in ritardo”: devono
essere studiate, realizzate e importate, mentre in Italia siamo
in grado di seguire passo passo l’evoluzione del gusto, dando
risposte immediate al mercato occidentale. Un
vero e proprio prodotto su misura, consegnato in tempi brevissimi,
con una qualità costante. Mi riservo di sottolineare alcuni furbi
che realizzano il loro campionario in Italia per poi farlo produrre
in Cina». E proprio allo studio di prodotti unici, creati per
le aziende tessili si dedica personalmente lo stesso Lovero.
«Crediamo
che la soluzione di studiare con i clienti la realizzazione di “collezioni private”
rappresenti la risposta più adeguata alle necessità delle filature e delle tessiture
che utilizzano il nostro prodotto in maniera più creativa. In base alle singole
richieste inventiamo filati unici, assolutamente esclusivi, molto difficili da
riprodurre. Per garantire questa privacy abbiamo fatto in modo di avere all’interno
del nostro stabilimento tutti i passaggi di lavorazione. Questo ci tutela da qualsiasi
tentativo di contraffazione. I reparti sono “off limits” per chi non è dipendente
della Sinflex®». Altro possibile utilizzo dei fili più originali creati da Sinflex®
è quello degli accessori tessili. È un modo per dare personalità ai capi, per
siglare la loro originalità. «Anche in questo settore abbiamo avviato buoni rapporti
di collaborazione con aziende italiane e straniere e anche in questo riteniamo
fondamentale il confronto diretto e costruttivo con i nostri clienti». La fase
dell’applicazione del filo lamé Sinflex® alle altre fibre è una delle fasi più
delicate e tuttavia creative del lavoro dell’azienda. «È estremamente stimolante
scoprire quante inedite e curiose soluzioni si possono trovare. Si gioca sull’applicazione
di paillettes, di fibre man made, di straordinarie materie prime naturali. Il
risultato è spesso inatteso. Non partecipiamo, per scelta aziendale, alle fiere
settoriali » continua Lovero. «Preferiamo ricevere qui i nostri clienti e provare
con loro a ipotizzare idee e soluzioni per reinventare il loro prodotto con il
nostro “filo di luce”. Questo non è certo un servizio che i concorrenti cinesi
sono in grado di offrire». Ma la concorrenza cinese ha senza dubbio contribuito
a mettere in ginocchio la produzione tessile italiana. E questo proprio grazie
ai prezzi concorrenziali applicati ai prodotti di importazione. «Certo. E per
ovviare a questo forse sarebbe stato meglio aiutare gli imprenditori italiani
con una tassazione meno oppressiva e regole più semplici. Lo sapevamo tutti che
con l’apertura alla Cina del Wto avremmo dovuto affrontare una vera e propria
invasione. Non possiamo competere con questi concorrenti sul fronte dei prezzi.
Questo è chiaro. E molte aziende italiane, che dettano lo stile del made in Italy
nel mondo, realizzano le loro confezioni servendosi della manodopera a basso costo
delle aziende cinesi da anni. Non
è un buon biglietto da vista per un’azienda italiana di prestigio, recare sull’etichetta
“made in China”. E a questo proposito bisognerebbe educare il consumatore finale
a riconoscere il prodotto di qualità». E sulla situazione di crisi e scoraggiamento
che caratterizza il Biellese, il commento di Luca Lovero è molto chiaro. «Portare
la gente a Biella è fondamentale. Ci abbiamo provato con la mostra “Sul Filo della
Lana”. Lo aveva fatto Giorgio Aiazzone (ndr: creatore del mobilificio che cambiò
il modo di vendere e di fare pubblicità a livello nazionale) a suo tempo, con
idee imprenditoriali assolutamente innovative. Ora non si riesce più ad ottenere
questo scopo. Anche la mostra evento è in ritardo, ma di dieci anni. Bisognava
far conoscere molto prima la nostra città, le sue peculiarità, la sua instancabile
attività» prosegue l’imprenditore. «Mi sembra che questa sensazione di ritardo
sul mondo che procede velocissimo sia il gap più grosso da colmare. I biellesi
sono chiusi e lo hanno dimostrato da sempre. Questo isolarsi non è però più accettabile
in questo tempo. Credo che sia il momento per rispondere con orgoglio, impegnandoci
tutti insieme in una spinta imprenditoriale senza precedenti, a difesa della nostra
terra e della nostra immagine. Gli imprenditori biellesi dovrebbero usare oggi
la stessa caparbietà, la stessa determinazione con cui crearono le loro aziende,
nel dopoguerra. «L’unica certezza – continua Luca Lovero parlando della situazione
del “Sistema Biella” – è che assisteremo a un generale ridimensionamento soprattutto
delle imprese più grandi. Il Biellese farà i conti con una profonda “rivoluzione”
che porterà a un sistema di produzione più innovativo, più specialistico. Che
cosa fare per rendere più facile il passaggio? Credo che girare il mondo e aprire
la mente a nuove idee e culture sia una delle risposte possibili. Caratterizzare
maggiormente la qualità dei nostri prodotti tessili locali, da sempre sinonimo
di eccellenza, ritengo sia un altro imperativo. Peccato che siano in pochi a sapere
che i tessuti più belli e preziosi arrivano da Biella e che gli stilisti più affermati
del mondo si servono da sempre proprio in questo distretto». L’etichetta
“Biella the Art of Excellence” potrebbe rappresentare un primo passo: «È ancora
troppo poco e comunque anche questa iniziativa arriva troppo tardi. Speriamo tuttavia
che anche questo possa servire a risvegliare l’attenzione sulla nostra terra biellese.
Siamo ancora in tanti a credere che si possa continuare a sopravvivere grazie
alla creatività e alla caparbietà che ha distinto da sempre la nostra città e
le sue aziende. Ritengo sia importante che i nostri clienti sappiano osare e immaginare
prodotti ricchi di carisma. Noi – conclude Lovero – cerchiamo di fare lo stesso
ogni giorno, per stimolare e suggerire a chi si serve del nostro prodotto, soluzioni
e idee che permettano di distinguersi con vera personalità, anche in un mercato
globale non facile da interpretare». |